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LA STORIA DEL WEST - LE GUERRE INDIANE: (4) IL CASO FETTERMAN, WAGON BOX E HAYFIELD

1 - L’AFFARE FETTERMAN 

Il colonnello Henry B. Carrington (1824 – 1912), dopo esser stato di guarnigione a Fort Connor e a Fort Reno sulla BonanzaTrail, la pista dei cercatori d’oro del Montana, ricevette l’ordine di costruire un avamposto militare sulla Big Piney Creek, nel Wyoming del Nord. Era l’autunno dell’anno 1866. 
Quella regione era particolarmente pericolosa: molte tribú Indiane, agli ordini di Red Cloud (1822 – 1909), di Crazy Horse (1842 – 1877) e di Young Man-afraid-of-his-Horses (1836 – 1900), manifestavano una vera e propria ostilità. Il nuovo bastione, una volta terminato, ricevette il nome di Fort Phil Kearny. 
Fra gli ufficiali della nuova guarnigione si trovava il capitano William Jud Fetterman (1833 – 1866), appena uscito da West Point, ma già distintosi in combattimento durante la Guerra di Secessione. Questo giovane ufficiale nutriva per gli Indiani un odio feroce e soleva dire che con una quarantina di uomini avrebbe facilmente avuto la meglio sull’intera Nazione Sioux. Il 16 dicembre un esploratore sanguemisto segnalò al colonnello Henry Carrington che Indiani ostili si stavano raggruppando sulle colline vicine e che i due capi, Red Cloud e Crazy Horse, avevano deciso di scatenare un attacco al forte. Per terminare la costruzione del forte, il colonnello Carrington mandava ogni mattina - a turno - svariati uomini nelle foreste vicine a prendere la legna necessaria. La mattina del 21 dicembre, una bella giornata, gli uomini di turno andarono come al solito al lavoro. Verso le 11, una sentinella appostata a Pilot Hill segnalò la presenza di un folto gruppo di Indiani visibilmente ostili. Immediatamente avissato, il colonnello Carrington scelse un distaccamento che andasse subito ad affrontarli e li disperdesse. Il capitano James W. Powell ne ebbe il comando. 
Il capitano William Fetterman, desideroso di distinguersi, domandò il permesso di prendere posizione e l’ottenne, insieme alla raccomandazione di non superare per nessun motivo il luogo chiamato Lodge Trail Ridge. Fetterman lasciò il forte alla testa di 50 fanti, comandati da due ufficiali, e di 60 cavalieri agli ordini di un altro ufficiale. Era inoltre accompagnato da due civili. Col suo cannocchiale il colonnello Henry Carrington seguiva l’avanzata del drappello e con sua grande sorpresa vide che, raggiunto il punto limite, esso si divideva all’improvviso per avvicinarsi agli Indiani e attaccare la loro avanguardia. Nel medesimo istante Fetterman vide apparire dietro al bosco ceduo una dozzina di cavalieri di Crazy Horse che batterono precipitosamente in ritirata. Si tratava di una trappola facilmente intuibile da qualunque guida, ma l’ufficiale, nuovo del posto, vi si gettò a capofitto e ordinò l’avanzata. La cavalleria, con le sciabole sguainate, si spinse all’attacco agli ordini del tenente George Drummond e galoppò in direzione di un’altura che in seguito sarebbe stata chiamata, la Collina del Massacro. I fanti, meno veloci, seguirono la stessa pista e superarono anch’essi Lodge Trail Ridge. Nascosti dietro rocce e cespugli, sulle colline e nelle foreste vicine, gli uomini di Red Cloud e di Crazy Horse aspettavano gli ordini dei loro capi. 
Nel frattempo alcuni Minniconjoux, guidati da Thunder Hawk, con i Cheyenne e gli Oglala agli ordini di HaDog e di Lone Bear, scivolavano ai fianchi dei Visi Pallidi, decisi a stringerli in una nuova morsa e a tagliare loro qualunque possibilità di ritirata. All’improvviso i guerrieri Pellerossa, in numero superiore a 2.000, apparvero urlando come forsennati. Il tenente George Drummond comprese all’istante di essere ormai perso; i nemici avvevano delle carabine mentre i suoi uomini usavano fucili ad avancarica. Gli Indiani lanciarono un nuovo attacco: vi fu una mischia selvaggia il cui risultato non era ignoto a nessuno. Dopo qualche istante non un militare viveva ancora; i corpi insanguinati del capitano William Fetterman e dei suoi 91 uomini giacevano al suolo. Anche i due civili erano morti. Quando intese i colpi di arma da fuoco, il colonnello Carrington mandò i soccorsi, guidati dal capitano Ten Eyck. Quando costui raggiunse il luogo della strage, vide sparire gli ultimi Indiani. Il tenente George Drummond e 10 dei suoi uomini erano stati scotennati. William Fetterman e Brown avevano tenuto per sé le loro ultime pallottole. Da allora in poi Red Cloud e Crazy Horse non dettero tregua al forte, dove la situazione diventava sempre piú critica. Temendo il peggio, il colonnello Carrington aveva riunito nel deposito delle munizioni le donne e i bambini, con l’intenzione di fare saltare tutto ciò in aria se gli Indiani si fossero impadroniti dell'avamposto. 

2 - LA BATTAGLIA DI WAGON BOX 

Nella primavera e nell’estate del 1867 i lavori proseguivano a Fort Phil Kearny, comandato dal 7 gennaio di quell’anno dal generale H. W. Wessler, che aveva ai suoi ordini quattro compagnie del XVIII Fanteria e un distaccamento di Cavalleria. Red Cloud e Crazy Horse, incoraggiati dagli ultimi successi, dimostrarono una folle temerità continuando ad attacare le postazioni sulla Bonanza Trail. Fu cosí che i rifornimenti divennero sempre piú difficili, i viveri furono razionati e il vettovagliamento fu affidato a due civili: Gilmore e Proctor, che incaricarono un certo G. R. Porter di svolgere il lavoro.
G. R. Porter, una volta giunto a Fort Phil Kearny, ebbe il compito di assicurare i turni per la legna che erano stati all’origine della triste vicenda di Fetterman. Il 31 luglio, all’alba, 16 carri pesanti lasciarono il forte per le vicine foreste. Il maggiore James W. Powell, un uomo rotto alla dura disciplina dell’Ovest che non avrebbe mai esposto i suoi soldati a inutili rischi, comandava le truppe di protezione composte da 51 uomini del XVII Fanteria. Essi erano armati con i nuovi fucili Springfield .50 a retrocarica, che assicuravano un tiro rapido. Fort Phil Kearny aveva appena ricevuto 700 esemplari di quest’arma e una provvista di 100.000 cartucce.
Una volta lasciato il forte, il convoglio si divise in due tronconi che avanzarono parallelamente, e senza difficoltà raggiunse l’altopiano vicino a Big Piney Creek, a cinque miglia di distanza, a ovest di Sullivan Hill. La truppa doveva rimanere in quella posizione per diversi giorni, per coprire il lavoro dei taglialegna. Il maggiore fece ribaltare sul fianco 14 carri, formando cosí una stretta barricata ovale con una piccola apertura alle due estremità. Nessun carro, contrariamente a ciò che alcuni storici affermano, era blindato.
Come il maggiore James W. Powel aveva immaginato, gli Indiani attaccarono. Erano 3.000. Solo trentadue erano invece gli uomini che si trovavano al centro del bastione improvvisato, quando 500 cavalieri dettero loro l’assalto. Essi risposero con un fuoco rapidissimo e violento. Gli assalitori si ritirarono e si concentrarono a distanza. Red Cloud, in assetto di guerra, apparve sulla cima di una vicina collina. Una seconda volta gli Indiani si lanciarono all’assalto, e una seconda volta furono ricacciati indietro. Red Cloud, furioso, ordinò a un centinaio di cavalieri che avevano partecipato al primo assalto di attaccare le barricate divenute silenziose. Dopo una breve avanzata, questa truppa si concentrò in una forra nei pressi della Big Piney Valley; poi metà dei cavalieri si scagliò in avanti e riuscí a raggiungere la barricata. Scoppiarono alcuni incendi e alcune casse di munizioni saltarono in aria. Nel frattempo gli uomini del maggiore continuarono a scaricare le loro armi. Molti morirono, fra cui il tenente John G. Jennes.
Il terzo attacco non si fece attendere a lungo: a dispetto dei consigli di prudenza di Crazy Horse, Red Cloud lanciò i guerrieri all’assalto. Ancora una volta essi subirono numerose perdite e ripiegarono disordinatamente. Mentre alcuni soldati restavano in agguato, altri spegnevano il fuoco utilizzando le riserve d’acqua. Non ci fu piú alcun attacco. La battaglia era durata sei ore, durante le quali gli uomini del maggiore James W. Powell, tenendo testa ai Sioux, ai Cheyenne e agli Arapaho, avevano messo fuori combattimento 800 nemici. Le loro perdite furono invece insignificanti: 3 morti e 2 feriti. Per qualche tempo la calma, grazie al loro gesto risoluto, tornò a regnare sulla Bonanza Trail. 

3 - LO SCONTRO DI HAYFIELD 

Il 1° agosto 1867, proprio il giorno sucessivo ala Battaglia di Wagon Box, un gruppo di coloni intenti alla fienagione fu attaccato da 800 Cheyenne. 
Essi risposero con il fuoco sostenuto dei loro fucili agli assalti lanciati contro le loro capanne fortificate. Un distaccamento agli ordini del tenente Sigismond Stemberg, che avrebbe trovato la morte in questo attacco, fu inviato in loro soccorso con un cannone. Gli Indiani furono respinti, persero 8 dei loro ed ebbero 13 feriti. 
Vi furono altri scontri lungo la Bonanza Trail, poi la diplomazia prese il posto delle armi. Red Cloud però continuò a resistere e, nel marzo del 1868, Ulysse Grant ordinò l’evacuazione dei orti Phil Kearny, C. F. Smith e Reno. 
Del resto la messa in funzione delle linee ferroviarie aveva ridotto l’importanza della ormai vecchia Bonanza Trail... Dopo un’estate di negoziati, Red Cloud accettò di firmare un trattato, il 6 novembre, e da allora i Sioux dovettero vivere in una Riserva del Sud Dakota, a Ovest del Missouri... 
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Atualizado em: Sex 29 Set 2017

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