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LA STORIA DEL WEST - LE GUERRE INDIANE: (7) LA COSTA DEL PACIFICO, IL MINNESOTA, APACHE PASS

1 – Le guerre sulla costa del Pacifico  

Il 29 novembre 1847 il dottor Marcus Withman (1802 – 1847) e sua moglie Narcissa Withman (1808 – 1847), la prima donna bianca ad avventurarsi sulle piste dell’Ovest, furono assassinati nella missione di Wailaptu, vicino a Walla Walla, dai Cayuse. 
Il colonnello Cornelius Gilliam (1798 – 1848) richiese alla tribù la consegna dei cinque colpevoli - che furono impiccati il 3 giugno 1849.
Negli anni 1851/52 i commissari di Washington firmarono con 139 tribù o bande Indiane della California, 19 trattati diversi motivati dalla presenza di cercatori d’oro in quella regione. Il tenente George Crook (1828 – 1890), che piú tardi sarebbe diventato generale, era però convinto che prima o poi gli Indiani avrebbero ripreso il sentiero di guerra.
James D. Savage (1817 – 1852), chiamato il Re Biondo dei Tulareros o "Big Jim" Savage, un cacciatore di pellicce che aveva grande influenza presso le tribù, prese il comando di un battaglione di volontari che percorse, nel marzo del 1851, la valle dello Yosemite.
Ci furono, negli anni successivi, numerosi scontri che ebbero il nome, forse esagerato, di “guerre”, per noi storici. Fra il 1854 e il 1855 vi fu la guerra dei Klammath; nel 1856 la guerra del fiume Kern; fra il 1858 e il 1859 la guerra contro i Wintoon; nel 1859 la guerra del fiume Pitt; nel 1860 il massacro di Indian Island e tra il 1863 e il 1865 la guerra contro gli Hopa e numerose spedizioni contro gli Shoshoni. Verso il 1865 la maggior parte degli Indiani della costa del Pacifico viveva nelle Riserve.

2 – I massacri del Minnesota 

Nel 1862, i Sioux Santee del Minnesota, da poco sotto la dominazione dei Bianchi, erano controlatti dall’Ufficio per gli Affari Indiani che doveva provvedere ai loro bisogni e alla loro sussistenza. I viveri che dovevano ricevere non furono però distribuiti, così le tribù affamate si ribellarono e, massacrati i coloni, cominciarono a saccheggiare. In questa rivolta più di 800 persone furono uccise. Henry Hasting Silbery, colonnello inviato dal governo del Minnesota, organizzò subito il contrattaco riunendo i pionieri e, il 22 settembre, riportò un’importante vittoria a Wood Lake. Molti Indiani, fatti prigionieri, furono accusati di assassinio, torture e saccheggi. Furono processati da una commissione militare e 100 di essi vennero condannati a morte. Il presidente Abramo Lincoln ridusse il numero dei condannati a 38, che furono impiccati il 26 dicembre. Molti Sioux Santee in fuga avevano trovato rifugio presso i loro vicini Sioux Teton. 
Quando il maggiore generale John Pope (1822 – 1892) prese il comando delle regioni del Nord Ovest, nel settembre del 1862, organizzò una spedizione punitiva per inseguire i nemici. Nell’estate del 1863, Henry Hasting Silbery, promosso brigadiere generale dei Volontari, attraversò il fiume Minnesota e avanzò in direzione di Devil’s Lake. Una folta colonna, agli ordini di Alfred Sully (1821 – 1879), maggiore dell’VIII Fanteria, attraversò il Missouri. Silbery attaccò i Sioux a Big Mound il 24 luglio, a Dead Buffalo Lake il 26 e a Stoney Lake due giorni dopo - mentre Sully sua investiva un villaggio Indiano il 3 settembre a White Stone Hill. In tutti questi scontri, l’artiglieria ebbe un’importanza decisiva. 
Nel 1864, il generale Sully intraprese una vasta campagna nel Dakota. Dopo aver attraversato il Missouri, superò anche i fiumi Cannonball e Heart, trionfò sui Sioux Santee e Teton a Kilder Mountain, l’8 luglio. Inseguì gli Indiani verso Ovest al di là delle Badlands, dello Yellowstone fino al Montana, e ritornò seguendo il corso del Missouri. 

3 – Apache Pass 

Cochise, come Geronimo, fu un grandissimo capo degli Apache Chiricahua. Quando i Visi Pallidi vollero rinchiudere la sua gente in una riserva del Nuovo Messico, egli si ribellò. Avendo ai suoi ordini 200 uomini agguerriti e disciplinati, riuscì a tener testa per più di due mesi all’Esercito Americano. 
Intelligente e scaltro, Cochise non era animato da odio contro i Bianchi, tanto che fu anche amico del tenente Thomas Jeffords (1832 – 1914), il quale, ben conoscendo il carattere indiano, tentò di convincere il suo capo, il generale Oliver Otis Howard (1830 – 1909), a ricorrere a mezzi pacifici. Cochise fu accusato dal tenente George N. Bascom, del VII Cavalleria di aver rapito il meticcio Mickey Free, detto Miky. 
 L’ufficiale, ostinato, si lanciò alla ricerca del capo dei Chiricahua e gli tese un’imboscata ad Apache Pass. Cochise riuscí a fuggire, ma tre dei suoi compagni furono fatti prigionieri. Allora egli catturò alcuni coloni bianchi e propose uno scambio. George N. Bascom rifiutò; gli Apache uccisero i loro prigionieri e i tre indiani catturati furono anch’essi uccisi. Apache Pass era un punto strategico di grande importanza. 
Esso veniva attraversato dalle diligenze della Butterfield Overland Stage Company, dalle carovane in cammino verso la California e dai distaccamenti militari. Dopo l’affare Bascomb la situazione peggiorò e truppe furono inviate non solo per respingere gli Apache, ma anche per impedire ai Sudisti d’infiltrarsi lungo la frontiera. Quanto agli Indiani, essi non facevano alcuna differenza fra Nordisti e Sudisti; uccidevano tutti I Visi Pallidi che capitavano loro a tiro. Il 15 luglio 1862, ad Apache Pass, 500 guerrieri Chiricahua e Mimbreno prepararono un’imboscata a un distaccamento di Volontari comandati dal generale James Henry Carleton (1814 – 1873). 
Guidati da Cochise e da Geronimo, gli Apache operarono secondo le istruzioni del vecchio capo Mangas Coloradas; i militari furono accolti a fucilate da tutte le parti mentre grossi massi, fatti rotolare lungo i dirupi, li travolgevano. I Visi Pallidi misero in batteria due cannoni e i suoi compagni rimasero padroni del terreno. In seguito a questo incidente brutale e micidiale, fu costruito un fortino all’imbocco della gola, Fort Bowie. 
Geronimo (1829 – 1909), uno dei più straordinari medicine man, fu profeta e capo degli Apache Chiricahua. Il suo nome indiano era Goyathlay, cioè Colui che Sbadiglia, ma fu conosciuto soprattutto col nome di Geronimo, traduzionesSpagnola di Gerolamo. Naque nei pressi del vecchio Fort Tularosa, non lontano dalle sorgenti del fiume Gila, nel Nuovo Messico. Quando il governo volle rinchiudere gli Apache a San Carlos, in Arizona, egli si rifugiò con molti dei suoi compagni in Messico. Fatto prigioniero qualche tempo dopo, fu condotto a forza nella riserva. Gli Americani, però, non avevano mantenuto la lora promessa riguardo all’irrigazione di quelle terre e gli Indiani si ribellarono. Geronimo prese il sentiero di guerra, ma alla fine dovette sottomettersi. Due anni dopo, nel 1884, al comando di una banda di indiani, si dedicò al saccheggio delle fattorie dell’Arizona, del Nuovo Messico e - dall’altra parte del Rio Grande del Norte - nel Messico, negli stati di Sonora e Chihuahua. 
Il generale George Crook intraprese allora una campagna con l’ordine di annientarlo. Nel marzo del 1886, Geronimo concluse una tregua che non fu osservata. Si rifugiò allora in Messico dove rimase fino al giorno in cui, nell’agosto dello stesso anno, si arrese al generale Nelson A. Miles (1839 – 1925). 
Con 340 uomini fu inviato in Florida e lì il vecchio capo lavorò duramente fino a quando, con i suoi compagni, fu ricondotto a Fort Sill, nell’Oklahoma. Qui egli morí senza pace nel 1909. Però, da quel giorno, sarebbe diventato una leggenda Indiana... 
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Atualizado em: Sáb 30 Set 2017

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